Ti capita di continuare a misurare, a pesare ogni cosa, come se esistesse una formula esatta per la felicità, una dose perfetta di equilibrio, un preciso modo per distinguere ogni cosa?

A me capita. Mi costruisco un universo di misure, di dosi perfette, di tentativi di contenere l’incontenibile: la giusta quantità di meditazione, di comportamento, di azione, di accettazione.

Anche in ambito spirituale si può usare il bilancino, perché vuoi discernere precisamente quanto “attaccamento” stai esprimendo nelle tue azioni quotidiane, con l’effetto che diventi attaccato al fatto di essere attaccato! Ma la Vita sembra non si lascia imbrigliare. Il tempo scorre mentre cerco la misura perfetta.

Misurare la grandezza o la piccolezza delle azioni mie e degli altri? E se scegliessi di togliere il misurino? Se cessassi di dare un peso, un giudizio, positivo o negativo? Se invece dessi valore a ogni essere semplicemente perché esiste, perché è vitale in sé? Se ogni azione che promuove la vita avesse valore, senza essere definita, senza essere incasellata in schemi rigidi?

Discernere, comprendere, capire…e se nascondesse un eccesso di controllo?
Misurare… prima di sentire, devi controllare anche ciò che senti? Mi rendo conto di come il controllo sia un assassino silenzioso del sentire: lo sopprime sul nascere, lo uccide prima ancora che possa esprimersi.

E se invece scegliessi di sentire senza filtri, accettando il rischio e la gioia di ciò che emerge? Cerco di controllare, di sapere prima se sia giusto, sicuro, se sia “corretto“. Ma quando ascolto la musica, mi chiedo se mi piace o semplicemente la sento e me la godo?

uomo che tiene una mano sul petto, simbolo del conflitto interiore tra il bisogno di controllo e il desiderio di sentire liberamente le emozioni

Parafrasando Einstein, non tutte le cose che contano possono essere misurate, e non ogni cosa che puoi misurare conta! Già, non tutto è misurabile e non per questo non è vero… e aggiungo: “non tutto è misurabile e non per questo bisogna stare immobili e bloccare il proprio sentire e agire nella Vita…

Ti capita di paralizzarti se non hai tutto sotto controllo?

Elogio della Mente

Cara mente, io ti ringrazio. Sei sempre stata al mio fianco, un’ombra vigile che cerca di proteggermi. Ti attivi senza sosta, rivivendo ogni paura, ogni errore, ogni ferita, sperando di trovarne il senso, di risolverli una volta per tutte. Ti preoccupi, mi spingi a evitare il dolore. Ma, mia cara mente, non è talvolta stancante?

E se, invece di rincorrere soluzioni, provassimo a esplorare altre dimensioni? Se usassi la tua incredibile energia per generare affetto, gentilezza, comprensione? Sei stata fedele nel proteggermi con il timore, e ora ti chiedo: possiamo provare a vivere con amore? Perché non usare parte del tuo tempo per escogitare modi, soluzioni, idee per esprimere amore, verso me stesso e verso gli altri?

Viviamo un epoca in cui il tuo “pensare” è spesso visto come un male. Certo, I tuoi pensieri possono essere rumorosi, ingombranti, ma possono produrre anche poesia, immaginazione e meraviglia. Ognuno di noi ha il suo modo per relazionarsi con te, per quanto mi riguarda, no, non credo che tu debba essere svilita e sminuita, qualcosa di piu’ Grande ci ha presentati, non rifiuto questa conoscenza.

persona seduta in un ambiente naturale, con gli occhi chiusi e un sorriso sereno, circondata da colori astratti che rappresentano pensieri ed emozioni, simbolo di gratitudine e accettazione della propria mente

Non ti chiedo di smettere di proteggermi, ma di essere più morbida, più aperta. Non ti giudico, non ti voglio zittire. Voglio solo suggerirti un nuovo modo di esistere.

So che è difficile. So che hai paura di lasciarti andare. So che hai intenzioni vitali in fondo. Vuoi difendermi, cerchi di incasellare ogni evento, ogni situazione per darmi una guida e una certezza. Ma lasciati dire una cosa, cara mente: la paura non è l’unico modo per tenermi al sicuro. Possiamo provare a fidarci, anche solo per un momento. Il rischio non è vivere, ma passare il nostro tempo ad evitare la Vita.

Forse è tempo di un nuovo patto tra noi: non più guardiani ossessivi ma esploratori curiosi della vita. Il tuo compito non è proteggermi dalla vita, ma aiutarmi a viverla pienamente. E sì, questo significa anche rischiare, sentire, soffrire a volte. Significa abbandonare talvolta i nostri fedeli strumenti di misura per abbracciare l’imprevedibile.

Perché alla fine, ciò che conta davvero non si misura: si vive.

persona che cammina lungo un sentiero luminoso, simbolo di libertà e accettazione dell'imprevedibilità della vita, circondato da colori vibranti che evocano avventura e scoperta.

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