Essere santo, illuminato, risvegliato.

La prima sa di antico, la terza fa molto new age… E ovunque libri, corsi, video che insegnano come arrivarci…Ma arrivare dove, esattamente?

Elevazione? Purezza? Uno status speciale? Ti separa dagli altri, ti mette sopra di loro? È questo?

“Ah, ho avuto questo pensiero sublime, IO mi sono connesso al Tutto”
Davvero? E se fosse solo un travestimento? Un modo per dire “io splendido, tu inferiore”?

Perché alla fine è sempre lì che si arriva, no? Sempre la stessa radice: il bisogno di stare sopra. Di sentirsi altro, migliore. Ma l’amore separa? Quando si ama, ci si allontana?

Sai la risposta. No.

Allora perché il cosiddetto ‘risveglio’ dovrebbe separarti?
Non so cosa significhi essere ‘santi’ , mi piace pensare che per chi raggiunge autenticamente questo stato, non è elevarsi, ma restare con I piedi ben piantati per terra. Non è giudicare, ma sentire. È riconoscere una dignità nell’altro non perché inferiore o superiore, non perchè ha piu’ o meno talenti rispetto ai tuoi, non perchè ha raggiunto piu’ o meno obiettivi di te, ma perché semplicemente esiste. E’ altro da te eppure condivide la tua stessa umanità.

Se la santità separa, è davvero santità? O è solo un altro modo per nutrire l’ego?
Ok.

E se te ne accorgi? E se vedi che è un po’ ego e un po’ verità e anima, che fai? Ti massacri da solo? Ti condanni all’odio di te stesso? O lasci il Giudizio a Qualcosa di più Grande?

Alcuni uomini e donne hanno conosciuto la durezza più estrema, eppure dentro non si sono induriti. Hanno visto il peggio, ma non si sono chiusi. Hanno vissuto il dolore senza permettergli di pietrificarli. Sono rimasti aperti, permeabili alla vita. Non so se sono Santi o Illuminati o Risvegliati, di sicuro sono meravigliosi Esseri Umani.

Granello di Sabbia

Ci hanno detto che siamo piccoli, insignificanti. Granelli di sabbia dispersi nell’immensità.
Ma come lo dici, fa tutta la differenza.
Lo dici con pace o con disprezzo?
Prova.
“Che io ci sia o meno, non cambia il corso delle Stelle”
Adesso ridillo senza veleno. Dillo con amore.
“Faccio quello che posso, con quello che ho, mentre ci sono ancora.”
Lo senti?
Diverso, vero?

Non è una condanna, è una liberazione. Essere ‘piccoli’ non significa essere inutili. Significa fare qualcosa del ‘tempo’ concesso.

E sai cosa cambia? L’odio di sé scompare. E al suo posto resta solo il fatto essenziale: sei vivo, e la tua esistenza, per quanto piccola, ha un peso. Per chi ti incontra, per chi ti vede. E questo basta. Un granello di sabbia, sì. Ma un granello che riflette la luce.

Il Tracciato della Vita: Oltre l’essere stabili

Immagina la tua giornata tipo fatta da un ciclo di eventi che puoi misurare in un tracciato, il tracciato della Vita.

Esiste un ciclo che tutti conosciamo:

Stabile → Stabile → Stabile → Controllo → Mancanza → Allarme → Paura → Risolvi → Sollievo → Stabile → Stabile → Controllo → Nuova Mancanza → Risolvi → Sollievo → Stabile → Stabile …

Sei vivo solo quando scampi a qualcosa? Quando riesci a sistemare un problema, colmare un vuoto, aggiustare un pezzo rotto? E poi di nuovo, e ancora, fino alla fine?

Ignorare i problemi? No.
Non cercare di risolverli? No.

Dove sta la celebrazione? E il tuo senso , I tuoi valori , dove li hai riposti?

Se l’unico momento in cui il tracciato ha un sussulto vitale è quando la ‘mancanza’ sparisce, allora forse possiamo fermarci un momento….

Guarda quello che hai.
Adesso. Non dopo. Non solo quando sopravvivi a qualcosa.
Adesso. Ridi. Guarda cosa c’è, mentre ci sei ancora.
Poi cosa?
Scopri che sei in loop, è una abitudine. Sempre a risolvere?
E quindi?
Risolvere il loop diventa l’ennesima cosa da risolvere? 🙂
Capisci di essere sempre punto e daccapo.
E allora?
Ti punisci pure per questo?
Oppure ti fermi.
Lo guardi.
E scoppi a ridere.
Così umano che fa quasi tenerezza 🙂

Sai dove andare. Ti prendi l’impegno. Cominci ad agire.

E adesso? Aggiungi qualcosa al tuo tracciato. Adesso scegli. Non solo cosa fare, ma come.
Muoverti. Perché sì. Perché è vivo. Perché ti accende.
Come quando decidi di imparare a suonare uno strumento. Non perché “devi”, ma perché quel suono ti fa vibrare l’anima.

Chi l’ha detto che l’azione deve sempre essere una lotta?
Agire può essere leggero. Non stai solo andando avanti. Stai danzando con la vita.
Non è una fuga, è una direzione. Non è controllo, è accettazione ed intenzione.
E’ celebrazione. Senso. Sì, il senso esiste. Non come un dogma. Non come una verità assoluta incisa nella pietra. Ma come qualcosa che crei tu.

E lo capisci solo quando smetti di rincorrere unicamente il problema successivo e inizi a guardare quello che già c’è cui dare un senso, il tuo, arricchito da quello degli altri.

Ora.
Non dopo. Non quando ‘tutto sarà risolto’. 🙂
Ora.
Quando gli eventi della tua vita si impregnano e si intrecciano di senso, di accettazione, di celebrazione, il tuo Tracciato cambia forma e l’Esistenza assume un aspetto diverso.

Non trovi? Solo Parole? Sicuramente 🙂

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