
L’omino “singolo” sono io, I quattro ometti simbolizzano “gli altri” , tutti sul percorso dell’Esistenza.
Io un passo avanti
Devo affermarmi, dimostrare il mio valore attraverso il successo e il confronto spasmodico con gli altri. “Devo” sentirmi rilevante, emergere rispetto alla massa, devo acquisire un senso di identità basato sulle “mie” conquiste. Ma non mi sento mai soddisfatto: non importa quanto lontano arrivo , il bisogno di essere il migliore non mi basta mai. Sono costantemente irrequieto.
Io un passo indietro
Qui mi sento in costante ritardo rispetto agli altri, incapace di raggiungere ciò che desidero “a differenza degli altri”…cosi’ bravi. Mi sento inadeguato, ogni tentativo di avanzare è (percepito) come inutile..quasi quasi meglio immobilizzarsi..tanto a che serve? Non sono all’altezza. Il giudizio degli altri riecheggia nella mia mente.

Solo gli altri
“Devo” assolutamente essere accettato e amato dagli altri, al punto che..si’.. ok…annullo la mia identità. Mi adatto (minuziosamente) alle esigenze e ai desideri altrui, dimentico i miei bisogni e aspirazioni. A volte penso di essere un grande altruista, ma lo sfondo è una voragine che cela uno smodato desiderio di riconoscimento e accettazione.
Solo io
Conto “esclusivamente” IO. Sacrificare ogni relazione , passare “sopra” ogni essere per perseguire I propri obiettivi? Perfetto..procediamo , gli “altri” sono ostacoli lungo il cammino.

Basta! C’è spazio per tutti. Esistiamo, questo è sufficiente. Non servono altre giustificazioni. Le nostre differenze culturali, sociali, razziali o religiose sono semplicemente sfaccettature dell’Esistenza, elementi da accogliere anziché temere o combattere. Ogni individuo merita di realizzarsi e di permettere agli altri di fare altrettanto.
Affermazione di sé, desiderio di eccellere, bisogno di essere in relazione, accettazione dei propri limiti… c’è spazio per tutto.
E quindi?
Il Salto nell’Ignoto

Mi trovo davanti a un burrone. Tra le mani stringo il “Diario dei Giudizi Assoluti“, pieno di pensieri rigidi su me stesso e sugli altri. Lo sfoglio , mi rendo conto di quanto questi giudizi fossero solo un tentativo di trovare sicurezza in un mondo pieno di incertezze.
Non mi serve più.
Lo lascio cadere, osservandolo scomparire nel vuoto, frantumarsi in mille pezzi. Non lo vedo piu’..sono felice.

Piu’ avanti, di fronte a me, un trampolino, su una scogliera di fronte al mare.
Lo osservo.
- La sua base è solida, costruita sulla celebrazione, la capacità di riconoscere e gioire per ciò che già esiste nella mia vita.
- L’altezza è sostenuta dalla radicale accettazione, l’arte di accogliere tutto ciò che è senza resistenze.
- La piattaforma da cui sto per saltare è intrisa di intenzione e direzione, in linea con cio’ che sento.
E poi, davanti a me, il mare… L’avventura, l’ignoto, il rischio, il richiamo della vita in cui immergermi.
Chiudo gli occhi. Respiro profondamente. Sento il battito del cuore.
Mi lancio.
Fiducia.
Celebrazione, accettazione, direzione, intenzione, avventura, ignoto e fiducia: semplici parole che puntano a luoghi indefiniti dentro di me pieni di vita.
E tu? Sei pronto a lanciarti nell’ignoto, con cuore aperto e spirito libero?





