La scelta di un paradiso interiore
Ci sono momenti in cui guardi il mondo e ti chiedi: “Perché non è un paradiso? Perché vedo così tanto inferno?”. Non è solo rabbia, dolore o frustrazione verso ciò che è fuori di te; è qualcosa di più profondo. È negare dentro ciò che non trovi fuori. E così, alimenti anche un inferno interiore. Ti logori. Lo crei con le tue mani. Eppure, c’è un’altra strada.
Ci sono uomini – che hanno scelto di costruire un paradiso dentro di sé nonostante l’inferno fuori : vite spese a sperimentare, a costruire, a cadere e rialzarsi, perlomeno, a provarci. Non è semplice. Non lo è mai.

L’umanità è un enigma
È così che l’umanità funziona: compie talvolta gesti imprevedibili, incomprensibili, che sfuggono a una logica che per noi ha senso. Ma, sebbene la presenza di questi gesti, si nasconde la possibilità di vivere qualcosa di più grande. Qualcosa che non è solo legato alla sopravvivenza, ma è una scelta di bellezza, di vita, di possibilità.
Un luogo
C’è un luogo dentro di te, dove tutto si intreccia: vita e morte, odio e amore, rabbia e accettazione. E sì, sembra una contraddizione insopportabile. Come puoi sentire la vita dentro di te mentre il mondo fuori ti urla talvolta la morte? Eppure, è qui che hai una scelta. Non puoi cambiare ciò che accade, ma puoi decidere come abitare il tuo mondo interiore. Puoi scegliere di non sminuirti nè di sminuire, di non annullarti nè di annullare, di accettare anche che il paradiso e l’inferno possono coesistere dentro di te. E finché sei figlio della Possibilità, puoi continuare a provarci.

La musica della gentilezza
Un grande musicista ,Ezio Bosso, disse: “Suonerò più forte per aiutare il mio compagno in difficoltà, non per schiacciarlo, ma per dargli respiro”. Questo è abitare la vita. Essere una presenza vitale non per dominare o sminuire gli altri, ma per accompagnarli. Per farli sentire vivi, senza mortificare se stessi. Questo è il tipo di forza che non ha bisogno di dimostrare nulla, che non misura il suo valore con il successo o il fallimento.
La gentilezza come ribellione
E poi c’è la gentilezza. Ma non quella facile, che arriva quando tutto fila liscio. Parlo della gentilezza che esiste anche nel fallimento, anche nella mancanza, anche quando ti senti inadatto. Una gentilezza che non dipende dall’approvazione degli altri, ma dal semplice fatto di esistere. È un atto di ribellione contro l’odio, contro la svalutazione di sé, contro quella voce interiore che ti sussurra: “Non sei abbastanza“.
Una collezione di attimi
“Colleziono attimi“, dicono gli esseri umani che trovano bellezza nella vita nonostante tutto. Forse non è il paradiso. Forse non sarà mai perfetto. Ma la vita non è altro che una serie di attimi, frammenti di scelta, momenti in cui, nonostante l’inferno fuori e dentro, scegli di suonare la tua musica. E magari, solo magari, alimenti un piccolo pezzo di paradiso.






