Giudice… dobbiamo parlare.
“Parlare?”
Sì. Ti sorprende? Mai successo prima, vero? Sempre stato un monologo il nostro. Mentre vivo, tu valuti. Io sento, tu pesi. Sentenze. Costanti. Su di me. Sugli altri. Sulla Vita. Mai una pausa, mai un respiro.
“Sempre pronto all’opera.”
Lo so. Sempre pronto. Sempre lì. Ma ora…No. Adesso basta. Il tribunale chiude.
“Chiude?”
Sì.
“E cosa dovrei fare, allora?”
Non scomparire. Non ti sto mandando via. Ma devi cambiare lavoro.
“Cambiare? Io ho sempre fatto questo. Io sono questo. Io servo la Verita!”
Lo so. Lo so bene. Ma ora servirai la Vita.
E non solo la mia. Anche quella degli altri.
“E cosa farò, allora?”
Userai ciò che sai fare meglio. Guarderai.
Distinguerai. Comprenderai.
Ma senza condannare.
Senza schiacciare.
Senza la ghigliottina.
Aiuterai me. Aiuterai gli altri.
Se lo vorranno.
Non per punirli.
Per vedere, per capire, magari insieme, se ne avranno piacere.
“E se non ci riesco? Se cado nei vecchi schemi?”
Capiterà. Anzi, succederà di sicuro.
E allora? Lo accetteremo.
Non ti giudicherò per questo. Né tu dovrai giudicarti.
Se accadrà, accadrà. E andrà bene lo stesso.
Ma ora… Guarda. Il tribunale è chiuso.
Usciamo all’aria aperta. Respira.
Lo vedi?
Il cielo. Le stelle.
Le persone.
Me.
“A presto. Inizia a essere più piacevole stare insieme.”
Lo so.

Non è stato semplice, questo dialogo col mio Giudice Interiore.
Ci sono voluti anni per chiedergli udienza. Sempre chino sui suoi fogli, meticoloso, instancabile, intento a catalogare colpe e verdetti, a impilare sentenze definitive come mattoni di un tribunale senza finestre.
O forse… forse ero io a non essere pronto.
Forse serviva tempo. Tempo per guardare davvero.
Per osservare l’effetto di una mano, la mia, con il dito puntato. Verso me stesso. Verso gli altri. Verso il Visibile e l’Invisibile.
Il Giudizio è un muro. Il Discernimento, no. Il Giudizio separa. Schiaccia. Ferisce. Il Discernimento distingue. Accoglie. Vede senza distruggere. Valuta senza negare.
Il Pensiero Critico vitale è uno strumento donato dalla Vita per navigare l’Esistenza. Per sostenere noi stessi. Per sostenere gli altri.
Non per dividere.
Ma per orientare.
Ora lo so.
No…
Lo sento.






