Ezio Bosso non è stato solo un grande compositore, pianista e direttore d’orchestra. Per me, è stato un vero Maestro di Vita.

Il suo modo di sentire la musica, di vivere il rapporto con l’orchestra, era qualcosa di unico, profondamente vitale. Ogni sua intervista trasudava passione, unione, una connessione profonda con l’orchestra, con il pubblico, con la vita stessa.

E questo si avvertiva ancora di più quando la malattia gli tolse la possibilità di suonare. Nonostante tutto, era grato per il tempo che gli era concesso su questa Terra. Ripeteva sempre che la musica è un dono di tutti e per tutti.

Per Ezio, l’orchestra non era mai competizione: i suoi membri non dovevano primeggiare sugli altri, ma dare il meglio di sé, insieme. Creare armonia, partecipare alla melodia, essere parte di qualcosa di più Grande.

Avrò ascoltato “Rain, In Your Black Eyes” centinaia di volte. E altrettante volte ho guardato i suoi video: mentre la suonava al pianoforte, mentre la dirigeva. Ogni gesto, ogni nota parlava di passione vera, quella che ti travolge, gioiosa e dolorosa insieme.

Grazie, Ezio. Per la tua musica, per la tua opera, per la tua vitalità nella malattia. Grazie per avermi insegnato che, anche nel dolore, la Vita può essere un dono straordinario.

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